sabato 20 maggio 2017

Sudafrica:sulle orme di Nelson


 your choices reflects your hopes, not your fears. 
 Nelson Mandela

 Ho sempre amato questa frase di Nelson Mandela e quindi, nel momento in cui mi è stato proposto un viaggio in Sudafrica, via le paure economiche, i pensieri, e spazio alla speranza, all'avventura e alla voglia di conoscere qualcosa di nuovo.
E come ogni volta che torno da un viaggio,  eccomi qui a fare le somme di cosa mi è piaciuto, cosa rivedrei e cosa rimarrà nel mio bagaglio di esperienze di vita. 
cieli sudafricani

Il mio tour prevedeva una sosta a Johannesburg piuttosto lunga, Pretoria, un soggiorno al parco Kruger, e qualche giorno sulla costa, a s. Lucia.
Non ho visitato Capetown, che mi riservo per il prossimo viaggio sudafricano. 
Partiamo dalle città, Johannesburg e Pretoria: luoghi con una cattiva nomea di posti pericolosi ( in primis dai suoi stessi abitanti)  ci hanno invece riservato un caloroso benvenuto.
Abbiamo visitato il museo dell'Apartheid, struggente e quanto mai necessario per comprendere anche la realtà attuale sudafricana, il sobborgo di Soweto, con colori e atmosfere che mi ricordavano un pochino la mia Cuba, diversi siti-memorial dedicati a Nelson Mandela, e la "cradle of Human Kind" la culla dell'umanità, interessante dal punto di vista storico-archeologico. 
Sempre qualche ricordo random: una domenica passata a Cullinan, vicino a Pretoria, dove si trova una gigantesca miniera di diamanti (visitabile) e dove fanno un mercatino dell'antiquariato con prezzi imbattibili; shopping di spezie in un mercato di Johannesburg, dove il melting pot si riflette anche nei diversi sapori della cucina; poi sarà che io nella vita amo i dettagli, ma mi rimarranno nel cuore un cappuccino in stile "africano" ma delizioso come l'italiano, il pomeriggio passato allo zoo di Pretoria, con le famiglie che organizzavano giganteschi barbecue sui prati....le tante chiacchere fatte con l'autista del nostro taxi, visto che le distanze in Sudafrica sono una cosa seria, e il traffico pure.


raccogliendo conchiglie per i miei gioielli
ghepardo al kruger park
museo dell'Apartheid, Johannesburg

impronte di ippopotamo 



  
la spiaggia all'estuario st. Lucia
 Del Kruger ricorderò ovviamente gli incontri con i mitici "big 5" , l'emozione di vedere elefanti, bufali, giraffe, leoni nel loro habitat naturale...nello stesso tempo però questo spettacolo si spartisce con frotte di turisti rumorosi, e un'atmosfera che a tratti ricorda un pochino quella di un immenso parco giochi. 
per questo consiglierei di soggiornare al di fuori del parco, come abbiamo fatto noi, in uno dei camp privati che organizzano diverse escursioni, anche al Kruger stesso. noi siamo stati qui https://www.tydonsafaris.com/ e ci siamo trovati alla grande: cena intorno al fuoco la sera, ottima organizzazione, guide competenti e gentili e bungalow super carini e curati. un suggerimento? portate abiti pesanti, perchè i safari si fanno al mattino presto e la temperatura è inclemente. 
Molto bella anche la strada panoramica tra il Kruger e Johannesburg:  abbiamo attraversato antichi villaggi di minatori, goduto di scorci incredibili ( non a caso uno di essi si chiama God's window) e sostato in mercatini con artigianato locale....
mercatino di Cullinan-Pretoria

ragazzini in un villaggio zulu

diga nei pressi di Pretoria
danze zulù
tramonto a s. Lucia

ippopotami
un fast food africano
non dare da mangiare ai coccodrilli?????
estuario st. Lucia

kruger Park
sulla strada verso il Kruger_ god's window
emilia in versione sudafricana

pretoria

artigianato africano

whale watching

due passi a Soweto

la santona del villaggio zulù
 L'ultima parte del nostro viaggio prevedeva un soggiorno sulla costa, a st. Lucia. Qui l'estuario omonimo ha creato una flora e una fauna unici, una palude in cui si avvistano coccodrilli e ippopotami, uccelli dai colori meravigliosi e si gode di tramonti che lasciano senza fiato. Stupendo anche l'Isimangaliso wetland park, altra riserva naturale dove si possono avvistare rinoceronti, zebre, bufali, ma soprattutto fare due passi sull'Oceano Indiano, percorrendo una spiaggia infinita e bianchissima. 
Sempre durante il soggiorno a st. Lucia abbiamo avuto la possibilità di vedere le balene (o meglio, le ha viste chi ha resistito al mal di mare...)  e di visitare un villaggio zulù, con le sue attività artigiane, la sua scuola, le casette circolari dal tetto di paglia, la santona che ti racconterà il futuro e i sorrisi dei bimbi che ti rapiscono il cuore.

ristorante con cucina del Mozambico

isimangaliso national park

interno di una casa zulu

lo zoo di pretoria con panchina a tema

mercati di frutta per le strade di St. Lucia
una delle tante scimmie avvistate durante il viaggio
un cappuccino in versione sudafricana
la sabbia dell'Oceano Indiano
danze e musica zulù
mamma e piccolo al Kruger Park
tramonti a sabi sand
incontri allo zoo di Pretoria

dettagli di un caffè a pretoria
museo dell'apartheid-johannesburg

zebre al kruger park

a soweto

scorci di pretoria - statua di Nelson Mandela
due passi sulle rive dell'oceano indiano

Concludendo... Sudafrica stupendo e spero tanto di poter tornare a visitare questo paese, dedicandomi a Cape town, e al sud. 
se devo trovare un retrogusto amaro alla vacanza, è legato ai contrasti sociali, ancora piuttosto evidenti nella  vita sudafricana,  e a una divisione della società dura a morire, contro la quale c'è ancora parecchio da fare. 
 Ma per citare ancora una volta Nelson Mandela: 

“It always seems impossible until it's done.” 

ps a presto per un appuntamento con la mia esperienza di celiaca durante questo viaggio!
attenti agli squali!! e a coccodrilli e a ippopotami

lunedì 1 maggio 2017

in partenza!!!

Zainetto pronto...(in realtà la mia valigia è gigante, ma questo zainetto è molto più carino)...itinerario di viaggio già pianificato....
ebbene sì, per due settimane abbandonerò il blog per andare lontano. Ci sentiamo al mio ritorno, così saprete dove sono andata e le mie impressioni gluten free su questo viaggio. 
 qualche indizio? parola d'ordine...hakuna matata!!!!




sabato 29 aprile 2017

la torta di banane di Josephine Baker

Dietro alla mia torta della domenica di questa settimana c'è una storiella divertente. 
Io amo le banane (doppi sensi a parte) e le mangio praticamente ogni giorno e in ogni modo, le accompagno al riso e alla carne, alla maniera cubana, nello yogurt a colazione, in enormi macedonie, etc.
ma la mia mania per questo frutto non si limita al suo lato edibile. E qui (vi giuro che non sono maliziosa) viene il bello: compro bagnoschiuma al sapore di frutti tropicali, con note predominanti "bananose", portachiavi a tema, un pelouche...
  Potete dunque immaginare la somma gioia con cui ho realizzato un gonnellino di 35 banane per un servizio di foto come novella Josephine Baker.


Non  starò a raccontare il peso atroce del mio indumento, nè la fatica nel realizzarlo, nè soprattutto lo sgomento nel ritrovarmi il frigo pieno di banane. 
Vi racconterò solo cosa ho fatto con tutta questa frutta, che per alcuni giorni ci ha perseguitato, facendomi passare temporaneamente la voglia di cibarmene... tanti frullati, dolci vari e una torta che se non altro è venuta squisita, e che ho chiamato torta di josephine in ricordo di questa mia pazza avventura...
per realizzarla vi serviranno:

  • 2 grosse banane mature
  • 3 uova
  • 160 gr di zucchero a velo
  • 100 gr di maizena
  • 70 gr di farina di riso
  • 1 sacchetto di lievito
  • 170 gr di burro salato

Prima di tutto riscaldare il forno a à 180°C, successivamente imburrare e infarinare (chiaramente con farina gluten free!) uno stampo da plum-cake.
Tagliare le banane e rondelle e schiacciarle delicatamente con una forchetta, fino a ridurle in purea.
 In una ciotola lavorare energicamente le uova con lo zucchero, fino a quando il composto diventa schiumoso. A questo punto aggiungere le farine e il lievito setacciati, e il burro salato fatto sciogliere lentamente a bagno maria. Ora mancano solo le banane schiacciate, che vanno aggiunge alla nostra preparazione, e il gioco è fatto.
Infornare e lasciare cuocere per 40-45 minuti.


2 large ripe bananas
3 eggs
160 gr icing sugar
100 gr cornstarch
70 gr rice flour
170 gr unsalted butter




Preheat the oven to 350°F (180°C),  butter and flour ( clearly with gluten free flour ! ) a 4x8-inch loaf pan.
In a mixing bowl, mash the ripe bananas with a fork until smooth.
Beat the eggs with the sugar,  until they are thick and lighter in color. Now add the corn starch, the rice flour, and the baking powder. Melt the unsalted butter with a water bath or with microwave, and gently stir to your mix. 
Now add to your batter the mashed bananas and that's it .
Pour the batter into your prepared loaf pan. Bake for  40-45 minutes, or until a tester inserted into the center comes out clean.

domenica 23 aprile 2017

biscotti simil "bastogne" alla cannella



Qualcuno di voi conosce i bastognes, biscotti francesi sul modello degli speculoos belgi? 
sono biscotti buonissimi, più "massicci" rispetto ai cugini del Belgio, ma dallo stesso sapore buono di cannella e zucchero bruno. 
La mia ricetta in realtà è uno strano mix tra i bastognes e le paste di Meliga, visto che uso la farina da polenta... vengono belli rustici e scrocchiarelli come piacciono a me.



Ingredienti
– 300 g de farina di mais da polenta 
– 250 g di zucchero muscovado
– 100 g di burro salato
– 3 cucchiaini di cannella
– 1 sacchetto di zucchero vanigliato
– 1 uovo
– 1 cucchiaino di lievito






 
Preriscaldare il forno a 180°C. Mescolare la farina, gli zuccheri, la cannella e il lievito.  Fare fondere il burro a bagnomaria (o al microonde a potenza bassa). Aggiungerlo agli ingredienti secchi e mescolare bene. Aggiungere l'uovo all'impasto e continuare a mescolare. 
Formare una palla con l'impasto. Infarinare il vostro piano di lavoro con farina gluten free e stendere la pasta a uno spessore di 1 cm. Ritagliare i biscotti con un copapasta della forma desiderata, tondi, a cuore, insomma come si preferisce, e disporli sulla teglia da forno precedentemente ricoperta di carta da forno.  
Fare cuocere in forno per circa 20 minuti, fino a quando avranno assunto un bel colorito dorato...
bene, non resta che assaggiare!