domenica 26 marzo 2017

Sunday cake: torta di pasta di mandorle e cacao

ingredienti:

160 gr di pasta di mandorle
3 uova
50 gr di burro
30 gr di maizena
25 gr di cacao non zuccherato
2 cucchiiai di mandorle per la decorazione

preriscaldare il forno a 160 gradi. Fare intiepidire 130 gr di pasta di mandorle qualche secondo al microonde, per ammorbidirla.
 Sbriciolare la pasta di mandorle nel contenitore del robot da cucina, azionare la frusta e aggiungere un uovo. Mescolare bene per ottenere un impasto omogeneo. Aggiungere le altre 2 uova, una per una, continuando a mescolare costantemente. Incorporare il burro ammorbidito a temperatura ambiente. 
Setacciare la maizena il cacao, e introdurli nella preparazione precedente; mescolare bene con il robot, fino ad ottenere un composto omogeneo e liscio. 
Tagliare la pasta di mandorle restante in piccoli cubetti e incorporarli all'impasto (senza usare il robot, in modo da lasciare i cubetti interi).
Versare il tutto in una teglia precedentemente imburrata e infarinata e infornare per 40 minuti. decorare con le mandorle tagliate grossolanamente (o a lamelle).  

Ingredients
160 g of almond paste
3 eggs
50 g softened butter
30 g cornstarch
2 tbsps of almonds

Preheat the oven to 160˚C/325˚F. 
Heat  130 g of almond paste for a few seconds in the microwave to soften it. 
Crumble the almond paste and put in the food processor, mix with one egg, to obtain an homogeneous mixture.  Add the other 2 eggs, one at a time, stirring constantly.
Add the butter softened at room temperature. Sift the cornstarch and the cocoa,add to your cake dough. Mix with the food processor. Cut the remaining almond paste in small cubes and add gently to your dough (not use the food processor!). Put into a buttered dish, and bake for 40 minutes. Decorate with almonds coarsely chopped. 
 


giovedì 23 marzo 2017

Pan de queso brasiliano

Durante uno dei miei giri esplorativi nei negozietti etnici dei vicoli genovesi (per chi è di qui: Via Gramsci) mi sono imbattuta in una scatola di "pane al formaggio" brasiliano, costo sui due euro, con dicitura "gluten free" in bella vista sulla scatola:

During one of my tours in Genoa ethnic shops (Via Gramsci) I came across a box of brasilian cheese bread, the price is two euros, and it is gluten free:




Ignoravo completamente l'esistenza di questi panini tondi, a base di farina di manioca.
La scatola contiene un preparato già pronto, a cui bisogna semplicemente aggiungere dell'acqua e delle uova, si formano delle piccole palline, s'infornano e voilà...

I was completely ignorant about the existence of this bread, made with manioca flour.
The box contains a mix, u just add some water, two eggs, and u can make your cheesy balls, ready to put in the oven...


Il risultato finale è stato una piacevole scoperta, i panini al formaggio sono molto buoni (e temo ahimè anche piuttosto calorici) e non hanno la consistenza, talvolta un pò stoppacciosa, del pane senza glutine. Eseguendo qualche ricerca su internet ho poi scoperto che si tratta di un piatto molto diffuso in Brasile e on-line si trovano numerose ricette per prepararlo. In futuro conto di cimentarmi con qualcuna di esse, ma per ora viva la comodità...farò scorta del preparato della Yoki!

 The result was a pleasant surprise, the brasilian cheese bread is tasty, soft, and different from any other gluten free bread. I've discovered that this kind of bread is a popular dish in south america, not only in Brasil, but also in Argentina, Paraguay, Colombia...and there are a lot of recipes to try, but for now...I enjoy this easiest solution!


domenica 19 marzo 2017

i quaresimali


 ecco una ricettina tipica della mia città, Genova. 
Sono i buonissimi e bellissimi quaresimali, che nascono dall'esigenza di mangiare "di magro" durante i giorni della Quaresima. Questi dolcetti sono in realtà molto genuini, fatti essenzialmente di pasta di mandorla, e durante la Pasqua si possono trovare in quasi tutte le pasticcerie genovesi. Anche se la ricetta originale prevede un piccolo quantitativo di farina, facendoli in casa si possono realizzare benissimo senza glutine, eliminando questo ingrediente e sostituendolo con la maizena.
Per fare i quaresimali vi serviranno: 
250 gr di mandorle dolci sgusciate
150 gr di zucchero
2 albumi
acqua di fiori d'arancio (2-3 cucchiai a seconda del gusto)
finocchietti confettati
marmellata di albicocche  
poca maizena
zucchero 
succo di limone 
coloranti alimentari 
sciroppi aromatizzati (pistacchio, fragola..)
cacao

Mettere nel mixer (bisognerebbe usare il mortaio ma vi confesso che non l'ho mai fatto) mandorle e zucchero lavorandoli lungamente fino ad ottenere un composto sodo. 
Versare il composto in una terrina e aggiungere delicatamente gli albumi montati a neve. Aggiungere successivamente l'acqua di fiori d'arancio e poca maizena, la quantità necessaria a fare in modo che il composto si asciughi non si attacchi alle mani. 
Spolverizzare il piano di lavoro con zucchero e stendere la pasta con il matterello allo spessore di 1 cm circa, e creare le forme volute, io creo delle losanghe, dei fiori e le ciambelline.
Per le losanghe spalmo della marmellata di albicocche su una di esse (posso usare anche quella di fichi) e richiudo con un'altra losanga, premendo leggermente per fare aderire e spolvero con un pochino di zucchero. 
Per le ciambelline uso uno stampino tondo e creo un piccolo foro al centro: successivamente decoro con confettini bianchi. 
Per l'ultimo tipo stendo un sottile velo di marmellata al centro della mia formina (lievemente incavata) e preparo una glassa con zucchero, succo di limone, acqua tiepida, coloranti alimentari (rosa e verde) sciroppi aromatizzati o cioccolato. Completo la decorazione con confettini colorati. 
Lascio riposare per qualche ora, l'ideale sarebbe tutta la notte. 
Infornarli a 180 gradi per circa 10-12 minuti. Devono gonfiarsi un pochino ma non dorare troppo!!

venerdì 10 marzo 2017

Cuori alla romana di polenta



And how can you mend a broken heart? 
 How can you stop the rain from falling down?  
How can you stop the sun from shining? 
 What makes the world go round

 La coccola per eccellenza, il piatto che conforta da ogni tristezza, ovvero lo gnocco alla romana. 
Ottimo rimedio per cuori infranti, caro Al. 
Qui lo propongo in versione gluten free, facile facile, con la polenta e lo stracchino per gratinare...e in forma di cuore.






Gnocchi alla romana polentosi per 4/5 persone

polenta a cottura rapida una confezione da 375 gr
latte intero 500 ml
acqua 1 l
stracchino
2 uova
una noce di burro da 80 gr (io per esagerare ho usato quello al tartufo) 
parmigiano 100 gr 
sale 
pepe 
noce moscata 

Per preparare gli gnocchi alla romana, pongo il latte e l'acqua in un tegame sul fuoco, e aggiungo una noce di burro, il sale , e un pizzico noce moscata; appena inizierà a bollire verso a pioggia la polenta, mescolando energicamente per evitare la formazione di grumi. Lascio sul fuoco per il tempo di cottura indicato sulla confezione della polenta (in questo caso 8 minuti) a fuoco basso in modo che il composto non attacchi. 
A cottura ultimata spengo il fuoco, aggiungo due tuorli, abbondante parmigiano, assaggio di sale ed eventualmente ne aggiungo.
Verso il composto in una teglia bassa, livello e lascio raffreddare. 
A questo punto posso tagliare i miei gnocchi della forma che preferisco, fiori, cuori, semplici cerchi...
Imburro una teglia (io ho usato carta da forno, vanno bene entrambe le soluzioni) vi sistemo i miei gnocchi, cospargo abbondatemente di stracchino e altro parmigiano e cuocio in forno statico preriscaldato a 200° per 20-25 minuti (se utilizzate il forno ventilato 180° per 15 minuti). 
al termine lascio qualche minuto sotto al grill, per dare un bel colore dorato...e sono pronti!





Versione easy: senza burro al tartufo nell'impasto, nè stracchino in gratinatura. 
Infilo in forno semplicemente con qualche fiocchetto di burro, parmigiano e qualche fogliolina di salvia e il gioco è fatto. Una volta usciti dal forno posso condirli con ragù, sugo di funghi, una salsa di pomodoro buona. 
Viva la semplicità. 

mercoledì 1 marzo 2017

confort food: cosa cucino quando non ho voglia di cucinare

Cosa si mangia quando si ha bisogno di conforto? 
Cibi con sapori rassicuranti, conosciuti, di casa. 
Per me, nello specifico uova, formaggi cremosi, e pesto. 
Si lo so, non è una triade da nouvelle cuisine, ma uniteci anche la scarsa voglia di cucinare quando le scatole girano e vi renderete conto che come in amore non c'è ragione, così anche in cucina accade lo stesso...se non altro essendo celiaca non ho la deriva da junk food, che per carità, esiste anche in versione gluten free, ma forse non così facilmente reperibile.
e quindi...iniziamo dalle uova.
Al tegamino, alla coque, sode...ma la versione comfort per eccellenza, nel mio caso, è in cocotte. 
Prendo una cocottina da forno, la imburro metto una bella noce di crescenza e una fetta di prosciutto cotto sul fondo, il mio uovo sopra, altra crescenza e cuocio in forno a 200 gradi a bagno maria per un quarto d'ora.
Nella versione "deluxe" tolgo il prosciutto, e lo sostituisco a fine cottura con una cucchiaiata di uova di lompo... è talmente buono da commuovere. 


 Opzione numero due: verdure cotte a vapore condite con pesto genovese. 
Prendete le verdure che più vi piacciono, io in questo caso avevo a disposizione cipolle rosse, carote, fagiolini e le cuocete a vapore (io amo mettere nell'acqua della cottura anche una goccia di aceto, ma va a gusti) lasciandole abbastanza croccantine. 
condite con il pesto casalingo in versione leggermente liquida (nel caso diluite con un pochino d'olio). 

 E infine... come vi dicevo formaggi cremosi, minestrina con il formaggino mio, riso con la ricotta, e forse la ricetta più "etnica" il mais con il formaggio cremoso, from Mexico. 
taglio un cipollotto a rondelline, lo salto in padella con un filo d'olio, aggiungo una lattina di mais in scatola, aggiungo un peperoncino privato dei semi e sminuzzato e insaporisco bene.
Condisco il mio mais con una dose generosa di Philadelphia (o suoi simili), che deve sciogliersi fino a diventare una crema,  e con abbondante formaggio grattuggiato. 
Oggi niente dieta, ok?